Dossier sui “mantra” scagliati contro il PD. (8/13) Renzi ha ucciso la scuola pubblica.

“Mantra” numero 8. Pubblichiamo l’ottavo di una serie di 13 articoli in cui Enzo Puro prova, al fine di affrontare una seria analisi della sconfitta democratica, a sgomberare il campo dai falsi argomenti, dalle caricature giornalistiche, dalle prese diposizione ideologiche.
E questo non per togliere a Matteo Renzi le sue responsabilità o per provare a scaricare le responsabilità della sconfitta sugli avversari o peggio sugli elettori. Ma per potersi dedicare con serietà all’opera di ricostruzione.

Letto 1675
Dossier sui “mantra” scagliati contro il PD. (8/13) Renzi ha ucciso la scuola pubblica.

Abbiamo chiaro che quando si perde non può essere colpa degli avversari o peggio degli elettori.
Ma per dedicarsi con pazienza a ricostruire o, se volete, a rigenerare è necessario sgomberare il campo dai falsi argomenti, dalle caricature giornalistiche, dalle prese di posizione ideologiche.
Il dossier che pubblichiamo su Manrico.social, composto da 13 articoli, vuole assolvere a questo compito senza voler essere una assoluzione del giovane leader fiorentino.

Link agli articoli:
Renzi e il voto degli operai e dei disoccupati
Il PD non è più un Partito di sinistra
Il PD non ha fatto autocritica
Il peggiore risultato della sinistra
Lontananza dalle sofferenze sociali ed aumento della povertà
Il Jobs act ha reso più precario il lavoro
Partito dei ricchi (banche, imprese proprietari di case)
Renzi ha ucciso la scuola pubblica
Promossi solo quelli del giglio magico
10 Renzi ha voluto il rosatellum
11 Il cattivo carattere e gli errori di Renzi
12 Moltissimi elettori del PD hanno votato 5 stelle
13 Renzi non è stato chiaro sull’Europa

MANTRA N° 8:

IL PD DI RENZI HA UCCISO LA SCUOLA PUBBLICA?

Si può legittimamente discutere delle misure che il governo Renzi ha preso con la Buona Scuola. Possono esserci visioni diverse da quella del potenziamento della scuola dell’autonomia.

Si può anche legittimamente pensare che gli insegnanti non debbano essere valutati da organismi terzi. O che i Dirigenti scolastici debbano essere o meri esecutori delle Direttive del MIUR o debbano sottostare ai vincoli imposti dal corpo docente senza nessuna autonomia dirigenziale.

Si può dire tutto. Ma anche qui non si possono raccontare frottole.

Non si può ignorare il dato di fatto che prima del governo Renzi il settore della scuola era stato sottoposto a tagli selvaggi.

Ai tempi della Gelmini la pianta organica era stata drammaticamente ridotta ed il precariato aveva raggiunto (per la gioia del Sindacato che cogestiva con il Miur le graduatorie dei precari) vette pazzesche con una accumulazione di problemi difficili da sbrogliare in un colpo solo. Ed il Governo Monti, in ossequio al paradigma del taglio alla spesa pubblica, ha completato l’opera.

Quella fu la fase in cui veramente la scuola pubblica ha rischiato di essere uccisa.

Il governo Renzi ha ribaltato quella tendenza.

Aumentando i finanziamenti. Assumendo centinaia di migliaia di insegnanti a partire dal risanamento del precariato storico. Riformando per il futuro l’accesso alla cattedra pubblica eliminando il costoso processo di abilitazione necessario per insegnare inglobandolo, gratis, in un percorso da compiere dopo l’eventuale vittoria del concorso.

Aumentando i finanziamenti per il funzionamento delle scuole e per la formazione (sia quella istituzionale sia l’autoformazione con il bonus di 500 euro).

Ripeto, si può essere non d’accordo su quel modello di scuola pubblica (modello che aveva provato a potenziare senza successo, ai tempi di Prodi, Luigi Berlinguer e che fu costretto a dimettersi dalla lobby dei professori di sinistra) ma è falso affermare che il governo Renzi ha ucciso la scuola pubblica.

Programma di pubblicazione

Nei prossimi articoli ci domanderemo se è vero che ha promosso solo quelli del giglio magico, se è vero che Renzi ha voluto il rosatellum, se è vero che ha un pessimo carattere, chiuso verso gli altri, che moltissimi elettori PD hanno votato 5 stelle, se è vero che Renzi non ha avuto una linea chiara sulla Europa.

 

Letto 1675

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Enzo Puro

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Aggiornato al 31 marzo 2018

 

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