Interpretare male l’esito di uno scontro può portare a perdere le battaglie

Certi politici raccontano delle bugie ai giornalisti e poi quando le leggono ci credono

Letto 866
Interpretare male l’esito di uno scontro può portare a perdere le battaglie

Una delle più grandi sconfitte dell’esercito della Roma Repubblicana avvenne a Canne contro Annibale. Inizialmente la fanteria pesante romana collocata al centro dello schieramento riuscì a far arretrare quella cartaginese che nelle battaglie precedenti li aveva sempre sconfitti.

Esaltati da questo esito i romani guidati dal presuntuoso console Varrone avanzarono allungando la propria formazione, ciò consentì alla fanteria pesante e alla cavalleria di Annibale di circondarli e distruggerli.

Il successo di Bonaccini ha dato il via ad una campagna di autoesaltazione propagandistica da parte di alcune testate giornalistiche e di alcuni dirigenti del PD che rischia di portare il centrosinistra a sbattere molto presto.

La campagna è costruita intorno ad una tesi e a due corollari.

La tesi fondamentale è che nelle elezioni di domenica scorsa la destra sia arretrata, i corollari sono che il merito di questo arretramento sia delle “sardine” (e di tal Elly Sclhein) grazie alle quali il centrosinistra è di nuovo vincente e che questo sia stato reso possibile dal fatto che il PD, liberatosi di Renzi, sarebbe tornato ad essere di sinistra. Purtroppo la tesi fondamentale è falsa e i corollari sono, di conseguenza, semplicemente indimostrabili.

Per verificare che la tesi fondamentale sia falsa è sufficiente andare sul mitico sito “eligendo” del Min. Interno e farsi due conti per ricavarne che rispetto all’ultima consultazione elettorale (europee della scorsa primavera) il centrodestra:

- ha fatto un clamoroso balzo in avanti in Calabria passando dal 47,3% al 57,1%,

- è lievemente cresciuto anche in Emilia Romagna passando dal 44,9% al 45,4%.

Chiunque esamini i dati senza farsi obnubilare dalla propaganda dovrebbe essere consapevole che, ad oggi, il centrodestra (purtroppo) vincerebbe (o forse stravincerebbe) le elezioni politiche, sardine o non sardine.

Quanto al ruolo salvifico di queste ultime già i dati generali lo ridimensionano ad una funzione di riattivazione di fasce di elettorato di centrosinistra demotivato e di traghettamento di settori del voto ex cinquestelle. Un ruolo utile, ma non certo decisivo, come evidenziano anche le analisi “geografiche” secondo le quali questi effetti si sarebbero manifestati soprattutto nelle aree urbane dove il centrosinistra era già maggioritario (in almeno un terzo dei collegi dell’Emilia Romagna alle politiche vincerebbe il centrodestra).

La confutazione della tesi e il ridimensionamento del primo corollario porta anche alla decadenza del secondo: il ritorno del PD postrenziano ad una cultura politica della sinistra tradizionale lo porta a recuperare l’egemonia (organizzativa) a sinistra, ma non ad essere effettivamente competitivo per la conquista della maggioranza parlamentare.

Se queste interpretazioni forzate fossero usate solo come materiale di propaganda non sarebbe tanto grave. Temo che, invece, valga l’aforisma di Karl Kraus: certi politici raccontano delle bugie ai giornalisti e poi quando le leggono ci credono. 

Letto 866

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Daniele Fichera

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Aggiornato al 31 marzo 2018

 

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