Ma di cosa parlano? Il governo del Presidente non esiste, è una formula vuota, buona per scrivere gli editoriali ed i finti retroscena

Vi spiego perché Mattarella non può andare oltre una inascoltata moral suasion. In Parlamento le forze populiste ed estremiste hanno la maggioranza assoluta. I rischi che correrebbe il PD a seguire certe sirene governiste. Il PD non deve dare prova di essere responsabile. Per esso parlano gli ultimi 5 anni durante i quali si è assunto il mondo sulle spalle ed è stato ripagato con una dura sconfitta elettorale.

Letto 2016
Ma di cosa parlano? Il governo del Presidente non esiste, è una formula vuota, buona per scrivere gli editoriali ed i finti retroscena

I giornali sono pieni di questa formula variamente declinata e la sinistra politicista si inventa sui social e fuori astratte discussioni senza senso.

Non esiste, e non solo perché nel nostro paese tutti i governi devono ricevere la fiducia del Parlamento e dei Partiti che lo compongono ed il Presidente della Repubblica non può decidere nulla ma prendere solo atto (e provare certo con la moral suasion ad indirizzarle) delle scelte dei Partiti politici.

Non esiste nella situazione attuale soprattutto perché, viste le caratteristiche delle forze politiche esistenti in Parlamento e visti i rapporti di forza che in questo nuovo Parlamento gli elettori hanno stabilito, un governo del Presidente non sarebbe votato da tutti e quindi perderebbe quella che è la sua caratteristica principale, quella di una tregua nella battaglia politica quotidiana.

È evidente che la prima forza politica italiana, il M5stelle, non siederà mai e poi mai a quel tavolo insieme a tutto il centrodestra Berlusconi compreso (che è il tema che in questa fase impedisce un pieno accordo di governo con la lega di Salvini).

Per cui il governo del Presidente sarebbe a quel punto soltanto un governo politico appoggiato dal centrodestra e dal PD a egemonia del centrodestra, la coalizione più numerosa in Parlamento.

Senza contare che, al di là di quel che pensa Franceschini, una ipotesi di questo genere sarebbe la fine politica del PD.

Non c’è nessuna forza taumaturgica del Presidente Mattarella che possa spostare questi equilibri scaturiti dal voto (equilibri che vedono la maggioranza assoluta in mano a forze populiste ed estremiste, contrariamente a quelli che erano gli equilibri della passata legislatura dove le forze non populiste erano maggioranza e soprattutto in una Camera il PD era maggioranza quasi da solo)

E nessun appello al senso di responsabilità potrà mai essere accolto da forze politiche (Lega e 5 stelle) che hanno costruito le loro fortune politiche sul senso di irresponsabilità.

Né si capisce allora perché debba essere il PD (uscito pesantemente ridimensionato dalle elezioni) a farsi carico della incapacità dei vincitori delle elezioni di sbrigliare la matassa politica (un PD che negli ultimi anni ha dato prova di un alto senso di responsabilità, dalla fiducia al socialmente disastroso governo Monti, passando per il governo Letta/Berlusconi e finendo caricandosi sulle spalle la difficile navigazione dei governi Renzi e Gentiloni. Questo per dire che oggi nulla può essere rimproverato al PD che ha pagato duramente in termini elettorali il suo alto senso di responsabilità).

Di cosa parlano quindi restroscenisti ed editorialisti di punta? Si divertono a tracciare scenari immaginari ed irreali a cui i governisti del PD (per fortuna una minoranza) danno credito applicando formule antiche ad una situazione completamente nuova e che andrebbe vissuta politicamente con spirito nuovo.

Io non sono un editorialista né un retroscenista né un dirigente politico, ragiono con il buon senso. E vedo soltanto due possibilità: o un governo tra i vincitori delle elezioni (con o senza Berlusconi) oppure il ritorno al voto.

Letto 2016

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Enzo Puro

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Aggiornato al 31 marzo 2018

 

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