Riace, una ragione in più per “Welcoming Europe”

Partecipazione attiva e il valore della disobbedienza civile

Letto 660
Riace, una ragione in più per “Welcoming Europe”

L’arresto del sindaco di Riace, Mimmo Lucano, e della sua compagna parte da una segnalazione alla magistratura fatta dagli uffici del ministero dell’Interno guidato da Salvini e dalla locale prefettura che dipende dal medesimo ministero. Formalmente poco da eccepire sull’operato dei magistrati che, per le leggi vigenti, sono obbligati ad intervenire anche se, secondo diversi giuristi, la misura restrittiva sembra essere eccessiva dal momento che Lucano non ha nulla da nascondere.

Però c’è un però assai pesante su cui chi fa politica deve riflettere e fare i conti.

L’accusa cardine che tanto soddisfa il vorace razzismo di Salvini e soci è quella di aver favorito la clandestinità. Come se Lucano avesse volutamente invitato una massa di persone a lasciare i loro luoghi per venire in Italia, meglio ancora se il suo paese. Non è così e lo sanno tutti, Salvini compreso.

Lucano i migranti se li è ritrovati, stremati, sulla spiaggia. Li ha soccorsi, dato ospitalità, aiutati a riappropriarsi di una dignità, a trovare un lavoro dignitoso, una speranza e una ragione di vita.  E quei pochi abitanti rimasti ne hanno tratto a loro volta giovamento.

Lucano era perfettamente consapevole di cosa stesse facendo e di cosa prevede la legge. Più volte l’ha dichiarato, cosciente di praticare una forma concreta di disobbedienza civile proprio verso una legge, la Bossi-Fini, che fuori dai piccoli confini di Riace, tranne poche eccezioni, ha procurato più danni che benefici.

Scopo della disobbedienza civile è far emergere concretamente le incongruenze, spesso le ingiustizie, provocate da determinate leggi. Un metodo dettato dall’urgenza, dal sollecitare una politica spesso timida se non disattenta o peggio ancora indifferente.

In passato è successo grazie al Partito Radicale, con le sue lotte per i diritti civili, come l’obiezione di coscienza al servizio militare, l’aborto, la depenalizzazione dei alcuni reati dovuti al possesso minimo di droghe leggere e, per certi versi, lo stesso riconoscimento dei figli di coppie omosessuali. Tutte cose nel mirino della destra oggi al potere.

Merito della disobbedienza praticata da Mimmo Lucano è l’aver fatto rinascere socialmente, umanamente ed economicamente il suo Comune da tempo spopolato e sempre più impoverito. Un esempio così prezioso da meritare l’interesse della rivista Forbes che inserì Lucano tra i 50 personaggi più influenti del pianeta e fino a convincere la RAI a produrre un film proprio su questa esperienza. Peccato che la sua messa in onda - chissà perché - sia stata rinviata sine die e c’è da chiedersi se mai verrà trasmesso visto che alla presidenza RAI è stato sistemato lo spacciatore seriale di fake news Marcello Foa il cui figliuolo è stato assunto da Salvini nel suo staff della comunicazione. Quando si dice il caso!

L’augurio è che questa vicenda stimoli finalmente il riprendere con coraggio, determinazione e coerenza la bandiera dei diritti civili, di un umanesimo oscurato dal buio della ragione, finito nell’angolo triste e inutile delle beghe di partito, delle diffidenze reciproche e delle relative lacerazioni, magari riconoscendo  errori e limiti e cercare un comun denominatore  per iniziative quanto mai urgenti.

Un primo passo è offerto da WELCOMINGEUROPE, la petizione dei cittadini europei promossa in Italia da Radicali Italiani e che ha ricevuto molte significative adesioni. Un milione di firme da raccogliere entro il prossimo 29 febbraio da indirizzare alla Commissione europea per decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i migranti, proteggere le vittime degli abusi.

Più volte, nel mio piccolo, ho segnalato questa iniziativa spesso riscuotendo con dolore una inaspettata indifferenza. Spero sia la volta buona.

Letto 660

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Fabio Lazzaroni

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Aggiornato al 31 marzo 2018

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