Dilettantismo di rappresentanza

Il voto non è una partita di calcio

Letto 1299
Dilettantismo di rappresentanza

Da qualche giorno gira una foto con degli appunti sul funzionamento della Camera dei Deputati e di fianco una mano, attribuita a un giovane deputato del Movimento 5 Stelle. Questa foto mi ha molto incuriosita e dunque sono andata a sbirciare chi c’era tra gli eletti under-30, sono solo 27, dei quali circa l’80% siede tra i ranghi del M5S.

Sono molto felice che, finalmente, i giovani abbiano iniziato ad interessarsi alla politica. Ho un grande rispetto per questi giovani neo-parlamentari che hanno avuto il coraggio di esporsi in prima persona per rappresentare i cittadini italiani, quello che tuttavia mi lascia un po’ perplessa è la mancata preparazione di alcuni dei suddetti parlamentari prima di sedersi tra i banchi della Camera, ammiro il coraggio ma ho seri dubbi sulla loro effettiva competenza e comprensione per il ruolo che andranno a ricoprire.

Molti hanno scherzato sul “primo giorno di scuola”, ma diciamocelo, quando si tratta del Parlamento c’è poco da scherzare. Questa foto e alcuni atteggiamenti (es. foto del primo giorno di scuola/seduta con commenti superficiali) sono quantomeno lesivi per l’immagine dei giovani nella società, sul serio vogliamo fomentare il pensiero incallito che i giovani siano tutti dei dilettanti, superficiali e incompetenti?

Se vogliamo comunque restare, metaforicamente parlando, nel mondo della scuola compariamo il primo giorno di seduta al primo giorno della sessione d’esame, perché di questo si tratta. Penso sia essenziale, se vogliamo essere presi sul serio, imparare a rispettare e conoscere le nostre istituzioni di rappresentanza, perlomeno qualche giorno prima di finirci dentro.

Dobbiamo, oltretutto, abbandonare il vizio di votare con la “pancia”, votare il Partito politico che dice “aiutiamoli a casa loro” ma poi brontola contro i beni che non sono prodotti in Italia, oppure quello che promette una paghetta per stare a casa e non fare niente e con la minaccia di togliere l’ipotetica paghetta qualora si rifiutasse per tre volte di fila un lavoro proposto dal Centro per l’Impiego. Tralasciando il fatto che le casse dello stato sono vuote, davvero vogliamo credere che nella situazione economica italiana, dopo una crisi dalla quale ci stiamo rialzando a fatica e molto lentamente, vedremo offrirci tre lavori diversi? Non credo proprio. Purtroppo non viviamo nel Magico Mondo a 5 Stelle dove tutto va bene tutte le proposte possono trovare effettiva applicazione.

Bisogna votare con la testa, sulla base dei programmi proposti, non solo il simbolo o il politico che ci sta più simpatico, perché non si governa con la simpatia, con la giovinezza o con la bellezza. Si governa con la competenza e con l’esperienza.

Il voto non è una partita di calcio, una volta che l’Election Day è passato il mondo non finisce, le nostre scelte hanno delle serie conseguenze e i nostri rappresentanti territoriali in Parlamento hanno delle responsabilità che dovranno prendersi.

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Letto 1299

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