Caro Cuperlo ecco dove Renzi sta portando il PD

Enzo Puro spiega perché è assurdo il dibattito topografico sulla collocazione del PD, più al centro, più a destra, più a sinistra. Quello che identifica un Partito sono le sue politiche concrete e la direzione delle politiche europee e nazionali del PD oggi sono nette e chiare. In Europa il PD è vissuto come un Partito di sinistra, checché ne dicano Fassina o Civati

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Caro Cuperlo ecco dove Renzi sta portando il PD

Ogni tanto riparte nel PD e sul PD un dibattito che qualcuno ha definito topografico e cioè un dibattito che tende a stabilire se il PD si è spostato più a destra, più al centro, più a sinistra, meno a sinistra e così via topografando.

E’ un dibattito astratto in cui eccellono quelli della minoranza dem ma a cui in molti non si sottraggono.

Leggo che Cuperlo ad esempio chiede a Renzi dove sta portando il PD.

Domanda inutile. Perché dove Renzi sta portando il PD è evidente dalle iniziative e dalle battaglie che Renzi ed il PD stanno portando avanti in Europa ed in Italia.

Ne parlavo l’altro giorno con Roberto Gualtieri, parlamentare europeo molto stimato e Presidente della commissione del Parlamento Europeo che si occupa di cose economiche.

E con Gualtieri concordavamo che in Europa la cifra con cui viene politicamente identificato il PD è certamente quella delle battaglie condotte da Renzi, dal Pd, da Pittella e dal gruppo Parlamentare su due questioni fondamentali: 1) la durissima battaglia per strappare le quote di flessibilità nei bilanci, una battaglia, mi diceva Roberto, che è tutta italiana ed il cui esito non era scontato. E che produce e sta producendo, contro una idea rigoristica tipicamente nord europea e tedesca, molto di più di quanto avrebbe prodotto l’abortito referendum contro il fiscal compact. 2) l’altrettanto dura battaglia condotta da Renzi e dal PD sul fronte della immigrazione che ha spostato in maniera positiva la politica europea imponendo una linea che va oltre Dublino.

Se dovessimo prendere per buono la classificazione topografica su cui tanti si appassionano è evidente che queste due battaglie (per lo più vinte) spostano il PD negli spazi più di sinistra della carta politico-topografica europea.

In pratica questo PD diretto da un giovanotto fiorentino che non viene dalla filiera PCI_PDS_DS si caratterizza in Europa per prese di posizioni tra le più progressiste nelle file del socialismo europeo.

E se a queste due questioni aggiungiamo l’aiuto politico sostanziale, come ha pubblicamente riconosciuto Tsipras, che l’Italia ha fornito per aiutare la Grecia a rimanere in Europa ed a sconfiggere, insieme ad Hollande, gli estremisti del rigore, il quadro è completo.

Ed è quello che a me interessa. Interessa meno lo stucchevole dibattito sul partito della nazione, su Verdini o Alfano ed adesso su Marchini.

E se trasferiamo a livello del nostro paese le considerazioni fin qui fatte è evidente che questa identità programmatica del PD si enuclea chiaramente nella legge di stabilità 2016, di cui è giusto e legittimo mettere in discussione questo o quel pezzettino ma senza perdere di vista la caratteristica complessiva della manovra che non risponde alle caratteristiche tipiche del rigore neoliberista che hanno caratterizzato le manovre degli ultimi anni.

Perché il taglio delle tasse non è fatto attraverso le solite operazioni di macelleria sociale bensì impostando, (nel rispetto delle regole europee ed utilizzando quella flessibilità di cui dicevamo più sopra), una manovra in deficit e puntando a scuotere la ripresa con tagli di tasse mirate a quella che un tempo si chiamava l’economia reale.

E mentre si tagliano le tasse in deficit e senza macelleria sociale il governo prova a lanciare segnali aumentando e non più tagliando quei comparti di spesa in questi ultimi anni sottoposti ad un saccheggio selvaggio. Aumenti certo a volte non sufficienti (come dicono le Regioni sulla sanità) ma sempre aumenti, cifre con davanti il segno più e non quello meno. (Spiego nel dettaglio tutto questo in Chi ha l’interesse a far fuori Renzi. Convergenze parallele).

Quindi per concludere un Partito che sta dalla parte giusta del campo, con posizioni nette e chiare e che sulla base di queste posizioni nette e chiare prova a trascinare dalla parte giusta pezzi di popolo che in questi lunghi anni che abbiamo alle spalle hanno guardato a destra.

112 Dati social all'8 febbraio 2016

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Enzo Puro

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Aggiornato al 25 feb 2017

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