L’omino di Bettola, la minoranza dem e la favola della rana e dello scorpione

Enzo Puro sull’istinto della sinistra a farsi spesso del male da sola. L’istinto dello scorpione. Sulle falsità che danno come verità acquisita la morte della democrazia, alibi per l’attivazione del pungiglione. Sul fatto che i leader ed i leaderini di una certa sinistra, come dice Staino, hanno fatto il loro tempo e sono, come capita a tutti, finiti

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L’omino di Bettola, la minoranza dem e la favola della rana e dello scorpione

"Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto.

Così, con voce dolce e suadente, le disse:

--Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda.

La rana gli rispose:

--Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!

--E per quale motivo dovrei farlo -- incalzò lo scorpione --se ti pungessi, tu moriresti ed io, non sapendo nuotare, annegherei!

La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.

A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.

Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto.

--Perché sono uno scorpione -- rispose lui - è la mia natura"

In queste settimane, pensando all’omino di Bettola ed ai suoi sempre più esigui seguaci, ho fatto un collegamento con questa favola.

E’ nell’istinto di certa sinistra (per fortuna non di tutta la sinistra) farsi del male da sola e coinvolgere altri in queste insane gesta.

E’ la loro natura. E’ un richiamo ancestrale, come quello dello scorpione che pur sapendo di morire anch’esso va in automatico e punge la rana affondandola e lui con essa.

In 150 anni di storia dentro la sinistra questo istinto molte volte ha preso il sopravvento.

E penso ai comunisti tedeschi che scioperarono insieme ai nazisti mettendo in ginocchio la Repubblica di Weimar ed aprendo la strada ai nazisti oppure alla teoria del socialfascismo che vedeva nei socialisti e socialdemocratici non dei possibili alleati ma dei complici del nazismo. Così come penso a Bertinotti, prima, ed a Turigliatto, poi, che misero in crisi Prodi aprendo la strada a Berlusconi.

E come non è possibile difendere uno scorpione dal suo istinto così non è possibile fermare certa sinistra quando decide di farsi del male da sola.

Ed è un raptus che può prendere tutti ed a questa conclusione ci arrivo guardando alla triste parabola dell’omino di Bettola, zio Pierluigi, sempre più simile allo scorpione della favola pur essendo stato in passato un riformista serio, un bravo ministro, un uomo riflessivo e moderato.

Può prendere tutti.

Ed ha preso anche quell’illustre storico oggi senatore dal nome spagnolo che sembra essere diventato il pungiglione più acuminato e che da ottimo storico da me ammirato si è trasformato in pessimo politico.

Naturalmente e contrariamente allo scorpione l’istintualità di questa sinistra suicida (essendo noi “esseri argomentandi”) viene mascherata da un sacco di chiacchere e di verità inventate che vengono ribaltate contro colui e coloro che sono le vittime istintivamente designate.

E in questa estate abbastanza calorosa l’omino di Bettola e l’ottimo storico diventato pessimo politico insieme ai loro sempre più ridotti seguaci (tra cui il lucano Robertino palle mosce) si inventano, per dare dignità alla loro inarrestabile natura di scorpioni velenosi, che la Democrazia è in pericolo perché con il combinato disposto legge elettorale/riforma Costituzionale, oltre a consegnare al vincitore delle elezioni una maggioranza inespugnabile, gli consegnerebbe anche l’elezione del Presidente della Repubblica e dei 5 giudici della Corte Costituzionale. Una dittatura vera e propria!!!!

Una verità inventata ripetuta a pappagallo da tutti i seguaci della ormai dissanguata ditta che non vuole sentire ragioni: è così come dicono loro e basta.

E non serve argomentare con lucidità come fa in più di una nota esplicativa il senatore Tonini. Bersani in una intervista ottusamente ribadisce: “Io sostengo la tesi che la combinazione fra riforma costituzionale e riforma elettorale ci consegna un sistema costruito per l’uomo solo al comando, senza contrappesi. Tonini nega, ma chi ha buon senso sa che è così.”

Quindi chi ha buon senso sa che è così. E basta, discorso chiuso, il pungiglione preme per uscire e i contenuti non servono a nulla, “chi ha buon senso sa che è così”.

E’ evidente che è in azione l’istinto distruttivo che viene su dalla filogenesi della sinistra.

Non serve argomentare.

Non serve dire che il premio di maggioranza (340 su 630) assegna soltanto 25 deputati sopra la metà e non serve dire che 240 dei 340 non se li sceglie il premier che vince ma sono scelti dai cittadini con le preferenze.

Non serve argomentare. Il pungiglione preme.

Non serve dire che con la riforma costituzionale per eleggere il Presidente della Repubblica serviranno dal settimo scrutinio i 3/5 dei votanti e non più come è adesso dal nono scrutinio la maggioranza assoluta (e l’omino di Bettola dovrebbe saperlo perché questo meccanismo è il frutto di un emendamento della minoranza dem che consegna definitivamente alle opposizioni la golden share per l’elezione del Presidente, in pratica grazie alle minoranze dem con questo meccanismo Mattarella non sarebbe stato mai eletto). Dove è l’attentato alla democrazia? Di cosa ciancia Bersani?

Ma il pungiglione è pronto a scattare. Muoia Sansone con tutti i filistei!!!!

E non serve dire che per i 5 giudici Costituzionali rimane il quorum dei 3/5 dei membri delle due Camere, quorum che non è alla portata dei vincitori delle elezioni e che, come è adesso bisognerà trovare un accordo con le opposizioni.

Quindi l’omino di Bettola ed i suoi sempre meno seguaci raccontano bugie e si inventano un possibile sistema dittatoriale di la da venire. Dalle loro parole sembra che ormai siamo alle ultime luci della libertà e questo falso allarme è congeniale a nascondere il pungiglione e il loro istinto.

Ed in questa estate calorosa si assiste ad un crescendo wagneriano e si evoca, anche da parte di uno zio buono come il mite Vannino Chiti, il Vietnam, mentre l’omino di Bettola nomina il napalm. Ormai è un crescendo siamo alla cavalcata delle walchirie (che è tra l’altro colonna sonora di Apocalypse Now durissimo film sulla guerra in Vietnam).

E persino Sergio Staino, uomo di sinistra senza se e senza ma, ha preso nettamente le distanze e mi aiuta a chiudere questa mia “avvelenata” con le parole della sua dura lettera aperta a Gianni Cuperlo, lettera che dice le cose che ormai la stragrande maggioranza degli elettori di sinistra pensa.

Scrive Staino:

“In questo modo state uccidendo la sinistra, date un'immagine di voi stessi come degli estremisti disperati che urlano su tutto e tutti senza sapere cosa proporre (...).

Dovete smetterla con questa strategia suicida. Vai fra la gente, esci fuori dal gruppetto della Sinistra Dem e dai quattro vecchi marpioni che vi sovrastano.

Vai fra la gente, come ho fatto io in varie situazioni, in un cinema affollato, in una trattoria, in un autobus e urla: "questa Sinistra Dem ci sta veramente scassando i coglioni". Avrai come risposta una standing ovation, non vi sopporta più nessuno tranne, ovviamente, Renzi il quale con il vostro atteggiamento così assurdo e fuori dalla storia del nostro partito, si può permettere di twittare: "Tanti auguri ai gufi".

(...) Allora, ti chiedo, che senso ha fare una guerriglia interna al Pd quando non si hanno obbiettivi su cui spostare l'opinione, le speranze e la forza dei nostri elettori? Cosa stai offrendo di concreto al loro smarrimento? Nulla. Solo la coscienza che Renzi è una merda. E allora? È chiaro che questo genera scoramento, amarezza e anche al miglior compagno viene la voglia di dire "ma andate a fare in culo tutti quanti.


(…) Quale sogno demenziale e quale cecità politica nel rinunciare caparbiamente ad una verità dura ma realistica: tutti loro, Gianni, sono ormai fuori dalla storia, nel bene e nel male hanno fatto il loro tempo e sono, come capita a tutti, finiti."

076 Dati social all'8 febbraio 2016


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Aggiornato al 25 feb 2017

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