I 5 stelle e la legge elettorale

Ma davvero ciò che dicono i 5 stelle a proposito della legge elettorale è credibile? Davvero questa nuova legge consegnerà l’Italia alla ingovernabilità? Io credo proprio di no

Letto 4007
I 5 stelle e la legge elettorale

Capire le questioni legate alle leggi elettorali, soprattutto per i non addetti ai lavori è impresa difficile; partiamo, pertanto, da alcuni punti essenziali per comprendere (pur non essendo io un giurista ma solo un osservatore politico) la questione.

Nel 1993 l’Italia ha cambiato l’assetto politico elettorale, passando dal proporzionale (fonte di ammucchiate di governo) al maggioritario con la cosiddetta legge Mattarella (l’attuale Presidente della Repubblica). Perché, quasi venticinque anni fa, si è sentita la necessità di passare a una forma diversa di elezione, appunto dal proporzionale al maggioritario, in cui “il giorno dopo le elezioni si sarebbe saputo chi avrebbe governato”? La legge Mattarella (L. 276 e 277 del 1993) assegnava il 75% dei seggi parlamentari al sistema maggioritario, realizzato attraverso le coalizioni costituite per omogeneità di programma, e il 25% di tali seggi con il cosiddetto recupero proporzionale dei più votati non eletti al Senato e di un analogo 25% con liste bloccate alla Camera (con uno sbarramento del 4%).

La legge Mattarella, inoltre, ha avuto lo scopo della abolizione delle preferenze attraverso le quali, con le combinazioni preordinate e con l’identificazione della sezione elettorale, è stato fino a quel momento controllato il voto degli italiani in quel becero sistema (illegittimo) definito come voto di scambio. L’abolizione delle preferenze fu, a quel tempo, espressa volontà del popolo; infatti in una lista di 30 candidati, combinando opportunamente le preferenze e incrociandole con la sezione elettorale era possibile identificare con esattezza estrema se l’elettore Caio avesse votato per il candidato Tizio a cui, in quel sistema di controllo, in quella sezione, erano appaiati altri 3 candidati “civetta”. Chiaro il concetto? Bene, andiamo avanti.

Nel 2005 la legge Mattarella è stata cambiata da Calderoli; la sua, a differenza della legge Mattarella, è una legge elettorale “proporzionale” con premio di maggioranza e liste bloccate (il cosiddetto “Porcellum”) che ha disciplinato le elezioni in Italia nel 2006, nel 2008 e nel 2013. La legge Calderoli è stata resa parzialmente incostituzionale nel 2014 dalla Corte Costituzionale soltanto per la parte relativa al premio di maggioranza ma non per quanto riguarda le liste bloccate ed ha inoltre introdotto la possibilità di esprimere un voto di preferenza (attenzione perché la questione è tutta qui). La legge che ne è derivata è stata denominata “Consultellum” ed è, nei fatti, una legge dal forte carattere proporzionale che in qualche modo (anzi in parecchi modi) tradisce la volontà degli elettori italiani che nel referendum hanno scelto il sistema maggioritario.

Nel 2016 il “Porcellum” è stato superato dall’Italicum poi bocciato dalla consultazione referendaria del 4 dicembre 2016 (a mio personale avviso senza che gli italiani lo comprendessero bene giacché molto simile alla legge elettorale francese) e successivamente dichiarata parzialmente incostituzionale dalla Corte Costituzionale solo in relazione all’eventuale turno di ballottaggio (lo stesso usato per l’elezione dei sindaci). L’Italicum (L. n. 52 del 2015) prevedeva un sistema maggioritario (com’era nella volontà referendaria dei cittadini italiani) a doppio turno con premio di maggioranza per la lista che avesse ottenuto il 40% dei voti validi al primo turno; inoltre la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la possibilità dei capilista bloccati in più collegi (non dei capilista bloccati, si badi bene).

L’attuale proposta di legge elettorale (il cosiddetto Rosatellum 2.0) che non piace ai 5 stelle è, come la precedente legge Mattarella, una legge elettorale a sistema misto maggioritario e proporzionale che armonizza il sistema tra Camera e Senato con 231 collegi uninominali (ovvero collegi in cui il candidato della lista A affronta in una competizione personale il candidato della lista B, della lista C, ecc. e chi ha più voti vince) e 65 collegi plurinominali, i cosiddetti listini bloccati con liste lunghe da 2 a 4 nomi.

Probabilmente il Rosatellum 2.0 è la migliore espressione di democrazia in atto possibile; ma allora perché non piace ai 5 stelle che vorrebbero a tutti i costi tornare al cosiddetto “Consultellum”, ovvero alla legge proporzionale con il premio di maggioranza? Che cosa non ci dicono i furbi pentastellati?

Sappiamo bene che i 5 stelle compongono le proprie liste sulla base delle indicazioni della Casaleggio Associati con una parvenza di popolocrazia espressa attraverso le votazioni online; di fatto chi davvero vorrebbe nominare i propri rappresentanti in Parlamento sono i grillini che, attraverso le previste liste bloccate, porterebbero in Parlamento solo e soltanto i fedelissimi di Grillo e Casaleggio. Inoltre nel non–statuto dei 5 stelle è prevista anche una “penale” per mettersi al sicuro qualora un deputato o un senatore apparentemente fedele al Movimento dovesse tradire; in tal caso la multa per il “traditore” è di 150.000€. Infine i 5 stelle premono per ottenere il premio di maggioranza. A quale scopo? Facile da intuire: con meno del 30% degli italiani che li votano vorrebbero imporre il proprio governo pentastellato. Chiaro?

Non credo che, considerate le premesse, i 5 stelle siano i soggetti migliori per impartire lezioni di democrazia visto che ciò che vorrebbero non è assecondare la volontà del popolo italiano (che, ricordiamolo ancora una volta, si è espresso contro le preferenze e contro il proporzionale); vorrebbero, semmai, imporre alla maggioranza degli italiani la propria visione del mondo e della politica; vorrebbero imporre uno Stato di polizia (secondo le indicazioni dei loro idoli giustizialisti Di Matteo e Davigo); vorrebbero, in ultima analisi, vincere facile!

Apriamo per bene gli occhi prima di affidarci a questa gente.

Letto 4007

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