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Ho iniziato ad interessarmi di politica considerandola un normale scontro ideale tra riformisti e conservatori o tra sinistra e destra. Cioè tra chi mette l'accento sull'eguaglianza purché conviva con la libertà e i doveri con i diritti e chi lo mette, invece, sulla libertà senza ignorare l'esigenza dell'equità sociale.

Concordo anche con Norberto Bobbio quando scrive: "Nel linguaggio politico occupa un posto molto rilevante, oltre alla metafora spaziale, quella temporale, che permette di distinguere gli innovatori dai conservatori, i progressisti dai tradizionalisti, coloro che guardano al sole dell'avvenire da coloro che procedono guidati dalla inestinguibile luce che vien dal passato. Non è detto che la metafora spaziale, che ha dato origine alla coppia sinistra-destra non possa coincidere, in uno dei significati più frequenti, con quella temporale".

Pertanto il confronto è anche fra Innovazione/Conservazione, Aperto/Chiuso, Avanti/Indietro, Movimento/Stagnazione.

Ho scelto di stare a sinistra per questi motivi considerando la mia parte come un laboratorio, sempre in trasformazione. "Una frontiera, non un museo. Curiosità, non nostalgia. Coraggio, non paura" (come dice Renzi).

Dopo una esperienza giovanile nel movimento studentesco (si usava dire così allora) e vedendone la sterilità dei risultati mi avvicino ai partiti della sinistra storica di massa (sempre termine dell'epoca) vedendo in quello più rappresentativo un'anima conservatrice dove le parole "merito" o "ambizione" non erano di casa.

Pertanto nel 1981 mi iscrivo al PSI militando nella sinistra lombardiana.

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Nel 1992 lascio perdere la militanza attiva per il disgusto provocatomi dall'inchiesta "mani pulite" e mi dedico solo al sindacato rimanendo saldamente nel campo di sinistra.

Nel 2008, ormai esasperato dalla piega che andava prendendo l'atteggiamento berlusconiano e la scarsa incidenza dell'opposizione, riprendo da dove avevo lasciato.

Insieme ad altre compagne e compagni fondo l'Associazione Politica e di Promozione Sociale e Culturale "Socialismo e Sinistra" all'interno della sinistra del PSI. Aderisco, anche, alla prima fase di Sinistra e Libertà.

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Nel 2013, insieme a molti colleghi del sindacato, fondiamo il circolo PD Enti di Pubblica Utilità nel quale verrò eletto in segreteria.

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Nel marzo del 2014 mi dimetto dall'incarico e dal Circolo, dopo che il sindacato ha scelto la linea di netta, e sterile, contrapposizione al Governo Renzi e mi iscrivo online al PD al mio circolo territoriale.

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L'ascesa di Renzi ha comportato uno scompaginamento dell'assetto conosciuto.

La sua politica improntata sulla velocità, caparbietà, modernità, mi ha positivamente colpito, perché l'innovazione, quando ha successo, produce un ambiente diverso da quello da cui si è mosso. Un ambiente mutato che chiama al mutamento gli stessi che più hanno concorso a mutarlo.

Cambiare se stessi è l'incarico più gravoso di tutti, che dobbiamo perseguire per essere pronti alle necessità attuali dei nostri concittadini mantenendo saldi gli obiettivi di uguaglianza e libertà, massima occupazione, redistribuzione del reddito, riconoscimento di maggiori diritti sociali, crescita culturale e sociale, piena attuazione dei principi ispiratori della nostra Costituzione.

Concordo con quanto scrive lo stesso Renzi:
"La sinistra è oggi chiamata a riconoscere e a conoscere il movimento continuo delle nuove dinamiche sociali, contro chi vorrebbe vanamente fare appello a blocchi che non esistono più e che è un bene non esistano più! In Italia, più che altrove, la capacità della politica di saper distinguere le dinamiche sociali che interessano gli ultimi e gli esclusi, di saperle intrecciare per dare loro rappresentanza e, infine, di saperne governare il costante movimento per costruire per loro, e per tutti, un paese migliore, è il compito del Partito Democratico. È la missione storica della sinistra."

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