Il partito della iattura costante

Il FdM rappresenta il concentrato di tutte le leggi di Murphy, riassumibili nel famoso assioma “se qualcosa può andar male, andrà male sicuramente”

Letto 1350
Il partito della iattura costante

In Italia deve essere nato un altro partito e non ce ne siamo accorti.

La sigla è FdM, acronimo di “Facciamoci del Male”, e rappresenta il concentrato di tutte le leggi di Murphy, riassumibili nel famoso assioma “se qualcosa può andar male, andrà male sicuramente”. Il simbolo: una foto della fetta di toast imburrata sul tappeto. Slogan preferito: la probabilità che una fetta di pane imburrata cada dalla parte del burro verso il basso su un tappeto nuovo è proporzionale al valore di quel tappeto.

Gli aderenti li riconosci subito. Populisti e qualunquisti, ma anche impegnati e pronti a dure battaglie per permettere al micetto abbandonato di trovare una casa accogliente, possibilmente di dieci stanze e con un ettaro di parco; di sinistra con i soldi degli altri, e di destra e ultra-liberisti con i soldi propri; moralisti e moralizzatori nei confronti della società malata, ma anticonformisti e tolleranti con se stessi, soprattutto quando vanno a puttane; fustigatori dei corrotti e del malaffare ed evasori fiscali dichiarati; razzisti con i poveri e gli stranieri e solidali con il boss del paese al 41bis; fan di Papa Francesco e bestemmiatori di professione. Insomma, tutto e il contrario di tutto.

L’unico collante di tale variegata ed improbabile formazione politica è il perenne frignare su tutto e su tutti. Qualunque cosa accada, brutta o bella, mediocre o perfetta, insignificante o rilevante, seria o scherzosa, loro sono sempre lì, in prima fila, ad evocare scenari apocalittici e conseguenze disastrose.

Fonte di informazione preferita i social network e diversi siti burloni, a cui i fan del FdM fanno riferimento come il vangelo e, non contenti dell’abbondante pessimismo che trasuda dalle pagine on-line, trovano il modo di dedurre esiti ancora più tragici. Per tutti loro l’Italia è un Paese in grado di attirare su di sé tutte le calamità naturali, che provocheranno danni e distruzioni devastanti. Ogni sventura si abbatterà su noi poveri mortali, confinati tra le Alpi e il Mar Mediterraneo. Falliranno banche ed imprese, non verranno pagate pensioni e stipendi, l’Europa prima ci commissarierà e poi ci caccerà, saremo invasi dai turchi-ottomani e dagli unni-ostrogoti. Ci costringeranno a rinunciare ai buoni sconto della Coop e ci verrà tolto Gesù Bambino dal Presepe. Al posto dell’abete natalizio ci costringeranno ad addobbare la Dea Kaly, che magari con le palline rosse e bianche appese nelle tante braccia non è poi così male.

A dare man forte ai nostri schiattamuòrti di professione accorrono varie testate giornalistiche e autorevoli esponenti del mondo intellettuale. L’impiego di energie, fisiche o mentali, spesi per voler dimostrare ad ogni costo la rovinosa fine che ci attende è sovrumano, tanto che la prestigiosa Accademia della Crusca sta studiando il premio “Luogocomunista dell’anno” invitando tutti a votare per lo stereotipo più originale tra: piove, governo ladro… non sono più le stagioni di una volta… meglio un uovo oggi, che una gallina domani… si stava meglio, quando si stava peggio…

I più zelanti, poi e dopo anni di studi, sono pronti a pubblicare un polemico pamphlet in cui dimostreranno come i capelloni, le minigonne e la musica rock siano solo un complotto del famigerato gruppo Bilderberg, l’unica setta segreta che pubblica nomi di aderenti e i luoghi di incontro on-line, per agevolare l’ascesa del famigerato Matteo Renzi. 

Naturalmente, tanti e tali studiosi hanno molti estimatori tra le fila del FdM, pronti a rilanciare le sventurate previsioni, arricchendole con le proprie considerazioni.

E così leggi di frotte di economisti, che faticano a comprendere la ripartizione millesimale del proprio condominio, diventare improvvisamente esperti di indici azionari e tassi finanziari. Esimi luminari della scienza, che stentano a comprendere i bugiardini delle aspirine, discettare su vaccinazioni che provocano la morte istantanea e metodi naturali, a base di prezzemolo e rosmarino, per curare il cancro. Illustri costituzionalisti, che sudano sulle regole del Monopoli, spiegare la differenza tra mono e bi-cameralismo e la dittatura incombente cui si avvierebbe il nostro povero Paese nel caso eliminassimo il parsimonioso ed utile Senato. Noti esperti in politica internazionale, che non riescono a vincere nemmeno una partita a Risiko, spiegare le strategie militari per sconfiggere il terrorismo. Critici letterari, la cui lettura più impegnata è stata “Il manuale delle giovani marmotte”, bocciare tutti i libri primi in classifica, perché se vendono significano che sono scritti male. Cui si sono aggiunti, nelle ultime settimane, schiere di critici cinematografici, che hanno sempre considerato impegnato il film “Totò, Peppino e la Malafemmena”, stroncare Checco Zalone come cinico e qualunquista.

Dal punto di vista politico si collocano sempre tra quelli “E’ tutta colpa di Renzi” e l’agguerrita fazione concorrente “E’ tutta colpa del PD”.

Crolla la Borsa a Pechino… E’ colpa di Renzi. C’è un uragano ai Caraibi… E’ colpa del PD. Un attentato terroristico a New York… Perché Renzi non interviene? Nonno Alvaro ha perso giocando a bocce… Perché il PD non dice niente? La sinistra governa con il PD nelle amministrazioni locali, ma non vuole allearsi con il PD… Perché la Boschi non si dimette? Lo scemo del villaggio si è sparato con il fucile sul piede… Perché la sezione del PD non l’ha sospeso?

Per nostra fortuna, rappresentano un’infima minoranza, ed anche se sono capaci di produrre molto rumore, il più delle volte sono innocui. E ai tanti che conducono una vita normale, magari anche un po’ banale, ma tutto sommato tranquilla, devono apparire come quel lontano cugino, un po’ strambo e brontolone, ma che, per fortuna, s’incontra solo ai funerali. L’unico posto dove riesce a fare una bella figura.

E quando, a fine giornata e dopo aver letto la lunga sequela di sciagure che ci attendono di qui a breve, ci accorgiamo che la pensione è ancora lì, finalmente piove e nevica come inverno comanda, la TV trasmette una simpatica fiction, il gatto dorme sul divano, il cane sul tappeto, il riscaldamento è acceso, il film di Zalone ci ha fatto ridere e nessuna invasione straniera si è portata via la panchina nel parco, ci rilassiamo e non ci pensiamo più.

Ma il FdM è già in agguato: sarà che se tutto è andato bene, evidentemente qualcosa non ha funzionato?*

*Seconda legge di Murphy secondo il FdM.

132 Dati social all'8 febbraio 2016


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Bianca La Rocca

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Aggiornato al 25 feb 2017

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