Le inchieste che hanno condizionato la politica italiana

La storia degli ultimi anni in Italia è sta condizionata da inchieste su uomini del PD che sono finite tutte con l’assoluzione ma solo dopo che il danno mediatico era stato fatto. La vergogna di una magistratura che non paga mai in prima persona i danni morali che provoca e di una stampa che vive sulle bugie

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Le inchieste che hanno condizionato la politica italiana

Caso Penati. Casino mediatico. Scagionato.

Caso Errani. Casino mediatico. Scagionato.

Caso Cioni. Casino mediatico, un calvario lungo 10 anni. Scagionato.

Caso Margiotta. Casino mediatico. Scagionato.

Caso Tedesco. Casino mediatico. Scagionato.

Caso D’Alfonso. Casino mediatico. Scagionato.

Caso Venafro (tentativo di incastrare Zingaretti). Casino mediatico. Scagionato.

Caso De Luca. Casino mediatico con complicità Bindi. Scagionato.

Caso Graziano. Casino mediatico. Scagionato.

Caso Tempa Rossa. Casino mediatico con dimissioni Guidi. Finita nel nulla.

(in questa direzione sta andando anche la famosa indagine su Mafia Capitale per gli esponenti PD, molti prosciolti)

Ognuno di questi casi, amplificati dalla stampa e dai media, si sono svolti a ridosso di importanti elezioni. Così come oggi il caso Lotti/Tiziano Renzi si svolge prima delle primarie. Coincidenze?

LE INCHIESTE FARLOCCHE CHE HANNO CONDIZIONATO LA POLITICA ITALIANA. IL CASO DELL’EMILIA-ROMAGNA.

Che la magistratura ed il coro giustizialista dei media abbiano condizionato la politica italiana è evidente da quello che è accaduto in Emilia-Romagna per le regionali di qualche anno fa.

Un avviso di garanzia a Vasco Errani e le sue dimissioni (non chieste dal Partito ed a mio avviso troppo affrettate) portarono al voto anticipato. Una campagna mediatica minò la fiducia nella onestà del PD.

Il candidato che alle primarie era dato vincente era Matteo Richetti. Ma anche lui fu investito da una bufera giudiziaria sulla storia dei rimborsi. E rinunciò a correre.

Le elezioni regionali di quell’anno si svolsero in Emilia-Romagna in un clima di sfiducia e di sospetto grazie alla campagna mediatica messa in campo per mesi sul caso Errani e sul caso Richetti.

I due esponenti del PD dopo le elezioni furono completamente scagionati.

ERANO INNOCENTI.

Non avevano commesso alcun reato.

Ma alle elezioni ci fu una partecipazione elettorale bassissima, dato anomalo per una regine come l’Emilia-Romagna. Vince Bonaccini ed il PD ma con una astensione altissima.

Quanto contarono all’epoca in quella astensione i processi mediatici che si erano svolti sui giornali ed in TV con sentenza di condanna a priori per Errani e Richetti (che alla fine della inchiesta furono di chiarati innocenti)?

LA STORIA DELLE ULTIME ELEZIONI REGIONALI.

Anche le ultime regionali furono condizionate da inchieste giudiziarie pesanti che poi finirono in fumo.

Le difficoltà che il PD ha incontrato in quelle elezioni (dove ha pur vinto nella maggioranza delle Regioni) dipendono da un attacco mediatico concentrico giocato su due tempi.

Dapprima l’indagine di Tempa Rossa, quella che fece dimettere la ministra Guidi. Dalla stampa sembrava che il PD fosse al centro di un sistema corruttivo che arrivava a toccare gli alti vertici nazionali. Per mesi e mesi si diede per scontato la complicità del PD ed il suo coinvolgimento (eravamo all’epoca del referendum sulle trivelle).

La campagna mediatica ebbe larghi strascichi naturalmente nella campagna elettorale delle scorse regionali. I giornali davano per certa l’equazione PD uguale corruzione.

Campagna aggravata dalle inchieste a carico di De Luca e colpevolmente amplificate dalla decisione della Bindi di dichiarare il De Luca impresentabile.

Ma la ciliegina sulla torta fu l’accusa di voto di scambio mafioso nei confronti del Presidente del PD Campano Stefano Graziano. Una vera bomba. E ci sorbimmo anche il predicozzo del guru Saviano.

Una campagna elettorale quindi fortemente marcata da queste 3 inchieste, Tempa Rossa, De Luca e Stefano Graziano.

Che incise sul non brillantissimo risultato elettorale del PD (anche se si vinse la maggior parte delle regioni anche in Campania che compensò la perdita della Liguria).

Tutte e 3 queste inchieste sono finite in un nulla di fatto.

Tempa Rossa è in via di archiviazione.

De Luca è stato assolto e quindi non era impresentabile.

Stefano Graziano dichiarato completamente Innocente.

Una vergogna. Una magistratura che non paga mai in prima persona i danni morali che provoca. Una stampa che vive sulle bugie.

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Enzo Puro

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Aggiornato al 25 feb 2017

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