L’Italia, un paese non meritocratico e un po’ sessista

Appiattimento ed assistenzialismo portano al declino

Letto 7311
L’Italia, un paese non meritocratico e un po’ sessista

Maria Elena Boschi è stata messa nel tritatutto. Cosa le si rimprovera? Per stare lì, chi ha alle spalle? Conflitto di interesse con Banca Etruria. Aveva detto di dimettersi in caso di bocciatura del referendum ed invece è ancora lì a fare il sottosegretario.

La Boschi chi è?

E’ una giovane e smagliante avvocato, laureata brillantemente, già ben avviata alla professione. Eletta deputato alle elezioni del 2013, diventa ministro con il governo Renzi.

Si interessa dei rapporti con il parlamento; in questo ruolo, delicatissimo, segue l’iter delle proposte di legge del governo ed è anche la tessitrice della riforma costituzionale, frutto di mediazioni politiche, che riesce a portare a termine seguendo il complesso iter parlamentare.

Chiunque analizzasse questo curriculum non avrebbe dubbi a definirlo eccezionale sotto tutti i punti di vista, specialmente se riguarda una giovane poco più che trentenne.

Una bella ragazza toscana, che in questi 3 anni passati a Roma ha trascorso il suo tempo lavorando, lavorando, lavorando. In una intervista, candidamente dichiarò che non avendo impegni passava le serate romane a casa a lavorare.

Qualunque madre, padre sarebbe orgoglioso di avere una figlia così.

Non per gli italiani ed in particolare per le italiane.

Gli oppositori politici ed anche la stampa avversa cominciarono subito a bersagliarla sul modo di vestirsi; la rete web del M5S cominciò a diffondere foto “bufala” su pose in cui era seduta, o quella foto presa di spalle mentre firmava per l’incarico da ministro (fotomontaggio). Poi è arrivato lo scandalo Banca Etruria, e lì ad accusarla di tutto, a caricarla di eventuali (FORSE) colpe del padre.

La realtà probabilmente è altra; gli italiani non accettano che il merito prevalga. Questo significa togliere l’alibi ai tanti mediocri che giustificano i loro insuccessi accusando il sistema clientelare (grazie, quella è raccomandata, quello conosce tizio, quella c’ha una relazione con…). Viva l’appiattimento. Mal comune mezzo gaudio.

Per giunta la Boschi è anche bella. Per le donne questa è una grande colpa. Bella, intelligente, capace e caparbia (lo testimonia la campagna referendaria in tutt’Italia; ha retto il confronto con emeriti costituzionalisti). Questo le ha messo contro il sesso femminile e le mamme. Le mamme di ragazze destinate a rimanere nell’ombra (e perché mia figlia no? Cosa ha di più la Boschi di mia figlia?). Sui social i peggiori epiteti sessisti li hanno scritti donne. Incredibile quanto possano essere cattive le donne quando si tratta di dare addosso ad altre donne.

Come la Boschi, anche Renzi e tutto il “giglio magico” stanno subendo lo stesso trattamento. Ormai il governo è caduto. Ma non basta, il sistema non si ferma, nei talk, sui social, loro sono LA PREDA FERITA (maiale ferito).

Non bisogna allentare la presa, non bisogna dare loro il tempo di riprendersi, bisogna finirli, bisogna espellerli dalla politica. Perché? Hanno detto che se avessero perso il referendum avrebbero lasciato.

Lo hanno detto è vero, una mezza volta. E allora?

Anche Grillo disse che se non avesse vinto le elezioni europee avrebbe lasciato il movimento e la politica; Girllo ha detto che il suo era un movimento trasparente uno vale uno. Poi abbiamo visto che lo streaming è un ricordo, che le espulsioni dei dissidenti è una cosa quotidiana, che c’è disparità di trattamento, ecc. ecc., che le bufale e le bugie sono una strategia politica (per avvelenare l’opinione pubblica), che dopo anni non esiste un programma ed uno statuto. Chi chiede conto a Grillo?

La vera ragione che sono tutti uomini e donne giovani e brillanti. Sono persone in gamba. Sono persone che hanno una idea per il Paese. Sono persone che quando si sono trovate nella stanza dei bottoni (pur in coalizione) hanno cercato di fare quello che serviva al Paese non guardando in faccia a nessuno. Naturalmente, un sistema corrotto, pieno di diseguaglianze, pieno di privilegi, ha reagito. Tutti sono scesi in campo, dai burocrati, ai magistrati (le procure hanno fatto campagna per il NO al referendum), dai giornalisti alle televisioni (LA7), dai sindacati ai capibastone della politica.

Ancora oggi si dice: i nostri giovani migliori sono costretti ad emigrare, la fuga dei cervelli. Abbiamo visto perché.

Questo è un Paese che i giovani in gamba non li vuole, questo Paese appartiene ai mediocri; i mediocri si accontentano dell’assistenzialismo, in cambio le caste spaziano nelle praterie sconfinate del debito pubblico. Ma quanto durerà ancora?

Crescono i movimenti, in particolare il M5S, perché i componenti sono mediocri.

Gli italiani li vedono simili a loro; un Di Maio studente fuori corso (10 anni di università senza raggiungere la meta) che non ha mai lavorato diventa Vice presidente della Camera dei deputati, gaffes a ripetizione ignorate dai media; un Di Battista alle soglie dei 40 anni, sfaccendato dopo avere tentato di entrare nello spettacolo, diventa deputato e uno dei maggiori leader del movimento; a guardarlo bene, nelle sue performance (interviste, comizi) somiglia più a Jerry Lewis che a uno statista. Per non parlare di una “borgatara” come la Taverna, cosa c’è di più vicino alla gente? Il problema è che questi, nella stanza dei bottoni, avranno l’imbarazzo a spingerli i bottoni, e per noi non sarà indifferente

Un Paese che acclama Di Maio e Di Battista o la Taverna, e vuole espellere dalla politica Renzi, Boschi, Lotti è un Paese mediocre che ama i mediocri, che non guarda al futuro e non vuole vedere che all’orizzonte c’è solo il declino.

Letto 7311

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Francesco Coraggio

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Aggiornato al 25 feb 2017

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