Se Renzi vince è perché intorno trionfa la mediocrità

Ora, si può anche dire che questa legge elettorale non piace, ma non si può ipocritamente affermare che rappresenta un attacco alla democrazia e alla rappresentanza

Letto 1303
Se Renzi vince è perché intorno trionfa la mediocrità

Proprio questa mattina leggevo su Repubblica.it che Gaetano Azzariti, costituzionalista della Sapienza e critico nei confronti dell’Italicum, ritiene che sarà molto problematico rimettere in discussione la legge elettorale appena approvata, soprattutto per via referendaria, perché è difficile individuarne gli aspetti incostituzionali.

Anche se non lo afferma esplicitamente è sottinteso che la legge è pienamente nell’alveo della Costituzione.

Tentiamo di spiegare perché risulta inattaccabile e proprio alla luce della sentenza della Consulta che dichiarò illegittimo il porcellum.

Il primo punto riguardava il premio di maggioranza considerato distorsivo e “foriero di una eccessiva sovra-rappresentazione” perché non imponeva “il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista”. Questo aspetto è stato nettamente corretto attraverso il raggiungimento del 40% alla lista/partito al primo turno, o attraverso il ballottaggio. Inoltre, il premio di maggioranza è bloccato all’assegnazione di 340 seggi anche quando la lista/partito dovesse superare la soglia del 40%, a garanzia delle opposizioni che accedono alla ripartizione dei seggi con il superamento della soglia del 3% (la più bassa tra tutte le democrazie occidentali).

Mi preme sottolineare che quelli che considerano abnorme il premio di maggioranza sono spesso gli stessi che affermano che l’Italicum è stato approvato con una maggioranza risicata (334 voti). Ovvero solo sei seggi di differenza con la maggioranza piena con l’Italicum.

Il secondo punto riguardava la mancata riconoscibilità dell’eletto da parte degli elettori, a causa di liste elettorali troppo lunghe, ma non ha scritto da nessuna parte che questo gap lo si supera solo con le preferenze. Infatti, anche le liste bloccate corte e i collegi uninominali superano questo aspetto di illegittimità. Il Mattarellum, ad esempio, prevedeva un 75% di eletti su collegi uninominali ed un 25% su liste bloccate corte e nessuno ha mai sollevato dubbi di costituzionalità. L’Italicum fa un passo in più, non solo inserisce un solo nome bloccato, ma aggiunge la possibilità della doppia preferenza di genere. In questo modo, a scrutinio concluso, tutti gli elettori attivi sapranno chi sono gli eletti nel proprio collegio e valutarli di conseguenza.

La questione non è dei “nominati” dalle segreterie (ricordo agli ingenui che anche con le preferenze vengono eletti solo quelli sostenuti dalle segreterie di un partito, nella migliore delle ipotesi, o dalle lobby e mafie, nella peggiore), ma di qualità e di formazione di una classe dirigente. Grave lacuna che, al momento, riguarda tutti i partiti, compreso il PD, e che le preferenze, lungi dal colmare, spesso aggravano.

Ora, si può anche dire che questa legge elettorale non piace, anche se le controproposte a mio modesto parere sono decisamente peggiori, ma non si può ipocritamente affermare che rappresenta un attacco alla democrazia e alla rappresentanza.

Se ci saranno un Renzi e un PD vincitori nelle prossime consultazioni elettorali non sarà per colpa di una legge elettorale, ma per una mancanza di politiche alternative convincenti a destra, come nella pseudo-sinistra del PD. E se un’idea non riesce ad affermarsi significa semplicemente che è un’idea mediocre.

035 Dati social all'8 febbraio 2016


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Bianca La Rocca

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Aggiornato al 25 feb 2017

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