Domani Renzi morirà…

Fate girare!!! Guardate cosa è successo!!! Nessuno ve lo dice!!!!

Letto 1847
Domani Renzi morirà…

Quando leggo i titoli di quei link che rimandano a siti esperti in notizie-bufale, nel senso di non vere o trattate in modo tale da alterare i fatti, i nomi e le situazioni con l’unico scopo suscitare una reazione rabbiosa quanto ridicola degli utenti, solitamente rido di gusto.

Catastrofi, cadute di governo, clamorosi arresti, rivelazioni così indicibili che, infatti, non vengono dette. Tutto fa brodo. Bisognerebbe chiedersi quanto guadagnano gli amministratori e gli adepti dei vari blog e siti di pseudo-informazione, ma è difficile saperlo e fino a quando nel mare magnum di internet si pescherà bene, arduo che cambino idea e si mettano a fare le persone serie.

E poi, un servizio alla collettività lo rendono. Sono la migliore agenzia di informazione di alcuni organi di stampa. Certo ne esce a pezzi il giornalismo serio, quello che una volta veniva definito d’inchiesta, ma volete mettere la comodità di starsene comodamente seduti davanti ad un PC e confezionare un bell’articoletto basato sui si dice, avrebbero sostenuto, nei corridoi si sussurra, una fonte affidabile, si legge su internet.

Il successo è assicurato, tanto i fan si fermano al titolo. Letto quello, l’articolo può anche vivere di vita propria, parlare del tempo a Nairobi o delle coliche renali della tigre allo zoo, e nulla cambia. Anzi, più il titolo è strillato più il contenuto può allontanarsi dal soggetto trattato.

D’altra parte, la democrazia prevede anche una buona dose di furbetti e di creduloni pronti a seguirli. Tocca tenerseli così, non esistono corsi di recupero, purtroppo.

Quelli che, invece, preoccupano seriamente sono quelli che, dopo aver letto il titolo, corredato da frasi roboanti: fate girare!!! Guardate cosa è successo!!! Nessuno ve lo dice!!!! cominciano a “piacciarlo”. E neanche uno che si ponga il dubbio che se “Nessuno ve lo dice”, magari è proprio perché nulla è vero.

Sono poche centinaia, nei casi più clamorosi qualche migliaio di internauti, ma il problema resta, soprattutto quando si leggono quei commenti, sempre di un'idiozia e di un qualunquismo disarmante. Credono di essere intelligenti, coraggiosi, informati, connessi con il mondo intero e non si accorgono di quanto siano stupidi, codardi e sconnessi anche con il proprio cervello. Saltano di palo in frasca su qualsiasi non-notizia, dal marocchino che stupra le donne, al rom che ruba i bambini, ai complotti mondiali per distruggere Paperopoli, ai presunti stipendi di Tizio o Caio, e non si accorgono che l'unica cosa che ne esce distrutta è il buon senso, la logica, il pensiero razionale, lo studio, la conoscenza della realtà, che permette, nel caso e se proprio se ne sente il bisogno, di dire la propria. Altrimenti molto meglio astenersi e passare oltre, per non rischiare di fare la figura di quello che nella testa ha tre bacarozzi, due girano la corda e il terzo salta.

Il progresso della tecnica è inevitabile, ci mancherebbe. Ma a volte mi chiedo se non sarebbe necessario, anzi indispensabile, un pari progresso nel corretto uso dei neuroni che dovrebbe gestirlo. Quando è stato inventato l'aereo si è capito subito che non tutti avrebbero fatto i piloti. Anche per guidare il motorino bisogna avere il patentino. Dovrebbe essere così anche con il web, bisognerebbe dimostrare di saperlo usare come fonte di informazione vera, non per rimbambirsi definitivamente.

Invece, a volte, si ha la netta sensazione che una buona parte dell'umanità stia passando dallo stato di homo sapiens sapiens verso quello dell'homo stupidus stupidus. Una vera involuzione dove l’esemplare tipo vegeta 20 ore su 24 davanti ad uno schermo, saltando da un link insensato, ad uno ancora più insensato, autoconvincendosi di sapere tutto e di poter dominare il mondo.

Il massimo della soddisfazione la ottengono quando possono digitare poche e banali frasi sconnesse e sgrammaticate, sempre le stesse, per dimostrare quanto sono disgustati dalla politica, ma farebbero molto meglio ad essere disgustati di sé stessi. Della loro inettitudine davanti alla complessità della vita, e della loro fragilità psichica che si accontenta di leggere le prime tre parole di qualsiasi voce giri sul web per sentirsi realizzato, pensando di aver capito tutto.

Domani Renzi morirà… e già fioccano decine di like e di commenti con auguri di morte anche per i suoi parenti stretti, ministri e amici. Peccato, perché se invece di fermarsi al titolo, avessero letto l’articolo fino in fondo avrebbero scoperto che era mia intenzione scrivere: Domani Renzi morirà dal ridere a vedere quanti utenti sono stati abbandonati anche dai tre famosi bacarozzi. Era troppo anche per loro.

134 Dati social all'8 febbraio 2016


Letto 1847

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Bianca La Rocca

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Aggiornato al 25 feb 2017

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